Autore Topic: Metodologia didattica dell'esperienza sit inside  (Letto 242 volte)

Offline Sclarkans

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Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« il: Settembre 13, 2018, 14:53:20 pm »
Ho aperto questo topic per evitare di appesantire ulteriormente in O.T. il topic di mozzo sul suo Breeze http://www.pescainkayak.com/smf_forum/index.php/topic,6923.msg118103/topicseen.html#new

In quel topic erano partiti degli spunti di riflessione circa le peculiarità di cosa sia, di fatto, sit inside.

In questo topic, consapevole del fatto che non interesserà a nessuno sapere cosa ne pensi io di ciò che è sit inside  ;D, proseguiro' le mie riflessioni (meglio definibili m.inchiate  ;D), in particolare, rispetto a ciò che, a mio parere, può essere uno degli errori più comuni dell'impostazione didattica corrente.

Premetto che è solo il mio pensiero, non sono un istruttore di kayak, né un maestro di kayak ... nulla di tutto questo ... solo uno che col kayak ci fa quasi tutto quanto è indispensabile per poter uscire in sicurezza in mare in solitaria e risolversi le questioni in autonomia.

Cominciamo.
La prima cosa che farei, se fossi una scuola di kayak sit inside (sia essa fluviale o da mare) sarebbe rovesciare completamente il programma didattico di apprendimento.

Già alla 1ma lezione del corso principianti, partirei direttamente dal far esperire l'appoggio alto o meglio lo stare disteso in acqua in appoggio alto per tutta la durata della lezione ... senza fare altro ... in modo da fare acquisire familiarità con quella dimensione.
P.S. tutto quello che dico ... sempre con accanto l' istruttore.

2a lezione: familiarizzazione con lo stare in kayak a testa in giù, senza uscire dal kayak. È l' istruttore che, dopo una 30 ina di secondi, ti rimette su.

3a lezione: apprendimento completo dell'appoggio alto

4a lezione: apprendimento completo del rolling classico (la manovra di eskimo più comune).

5a lezione: apprendimento di una tecnica di risalita

Fine del corso principianti.

Dopo ... e solo dopo, nei corsi successivi ... oltre a riprendere quanto fatto prima, si approfondirà tutto il resto e cioè appoggi bassi, pagaiata, etc etc. oltre a tutte le varie altre tecniche di eskimo, etc.

Perché questo rovesciamento di metodologia didattica?

Perché è quella che, a mio parere, avvicina di più ad esperire il sit inside, fin dall'inizio per il verso giusto, per quello che è e cioè un "mezzo" insieme al quale starai in acqua, sia sotto che sopra la superficie dell'acqua ... senza mai separartene, se non nei casi estremi in cui ci si ritroverà scaraventati fuori dal pozzetto.

Invece, cosa si fa normalmente nelle scuole di kayak ... tutto il contrario, al punto che l'eskimo viene considerato corso avanzato, specialistico. Niente di più sbagliato, metodologicamente parlando.

È un po' come si faceva in Italia nei conservatori di musica fino ad alcuni anni fa ... che facevano fare il solfeggio parlato ed infatti, pur sillabando alla perfezione le note, l'allievo non acquisiva minimamente la melodia musicale sottostante ... faceva un'esperienza parzialissima di musica, a differenza delle scuole dell'est europa che partivano fin dalla 1 classe con il solfeggio cantato. Il risultato era che quelli, alla vista di uno spartito, vivevano già la melodia, noi italiani no ... solo una serie di sillabe morte che non suonavano.

Bisogna fin dall'inizio far esperire l'essenza di sit inside nella sua completezza, ecco perché eskimo fin da subito ... e poi il perfezionamento di tutto il resto.

Ma si sa ... per fortuna l'automobile ... i più ... abbiamo imparato ad usarla prima di andare a scuola guida ...  ;D


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Offline Sclarkans

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #1 il: Settembre 14, 2018, 12:46:22 pm »
Il rapporto che un kayaker sit inside ha con il suo kayak è assimilabile al rapporto che un musicista ha con il suo strumento nell'atto della performance musicale.

Per un musicista, lo strumento è un'estensione del suo corpo. Estensione che si interrompe in senso fisico solo all'atto della conclusione della performance.

Un musicista, a livello percettivo, coglie l'estensione anche al di là del rapporto fisico con lo strumento, cioè l'estensione oltre che fisica è psichica, non a caso si parla di estensione psico-fisica.

La sinergia psico-fisica con lo strumento permette al musicista, nell'atto della performance, di trascendere anche completamente la stessa dimensione corporea, fisica ... di se stesso e del proprio strumento, raggiungendo una dimensione di realtà percettiva, emotiva, psichica di totale trascendenza della fisicità: azione pura, emozione pura, anima ... in cui il corpo fisico, che pure è stato il tramite necessario per quell'azione esperienziale, sembra non esistere più.

Detto questo, e tornando al kayak sit inside, si comprende forse meglio che per un kayaker sit inside, nell'atto della performance, mantenere quell'unità di azione, quella sinergia tra se ed il kayak non è un optional: è la condizione per poter continuare il concerto.
In caso di ribaltamento, l'unica maniera per non interrompere il concerto e mantenere l'unità di azione tra se e la propria protesi, la propria estensione è articolarsi in una delle tecniche di eskimo adatte alla circostanza.
Le tecniche di eskimo sono talmente intrinseche all'unità di azione che esse stesse sono musica.

Quindi, non è solo questione di sopravvivenza ... è anche musica, condizione imprescindibile per continuare a suonare senza dover interrompere lo spettacolo.


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Offline ambiente2014

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #2 il: Settembre 14, 2018, 14:11:37 pm »
Serenamente, pacatamente,   :2funny: :2funny: :2funny: senza offesa ma : 



 
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Offline Sclarkans

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #3 il: Settembre 14, 2018, 14:50:30 pm »
Serenamente, pacatamente,   :2funny: :2funny: :2funny: senza offesa ma :

Serenamente, pacatamente ... le minchiate che scrivo, ne sono consapevole, non sono roba per pescatori ...  ;D

A meno che, oltre ad essere pescatori, non si è anche ... altro  ;)
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Offline Sclarkans

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #4 il: Settembre 14, 2018, 21:49:57 pm »
Non c'è nulla di astrale nel discutere di unità di azione tra kayak sit inside e kayaker: solo ordinaria amministrazione, sia sotto che sopra la superficie dell'acqua.

E' un po' l'esperienza del motociclista con la sua moto, del surfer con la sua tavola nel mentre cavalca l'onda. Gli esempi possono essere infiniti.

Ciò che distingue l'unità di azione kayak-kayaker rispetto agli esempi citati è che in dette discipline, una volta ribaltati, l'unità di azione si rompe, si interrompe. Nel caso del sit inside, invece, l'unità di azione prosegue ... anche in seguito a ribaltamento, senza alcuna discontinuità di azione, in un continuum perenne.

L'unico momento che interrompe quella magia è l'uscita dal pozzetto da parte del kayaker.
Si capisce dunque il motivo per cui, in seguito a ribaltamento, il kayaker sit inside si adopera per rimettersi in assetto senza adottare alcuna tecnica di risalita: perchè risalire significa che sei uscito dal pozzetto. Uscire dal pozzetto per un kayaker significa uscire fuori dalla grazia di dio, uscire fuori da quella magia, da quella sinergia che l'unità di azione kayak-kayaker crea.

Risalire sul kayak in seguito ad eventuale ribaltamento è l'ultima cosa a cui pensa un kayaker sit inside quando esce in mare e la prima cosa a cui pensano le scuole quando insegnano agli allievi.
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Offline Sclarkans

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #5 il: Settembre 14, 2018, 21:59:12 pm »
adopera = adoperi
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Offline gardesano59

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #6 il: Settembre 15, 2018, 09:30:29 am »
un po' l'esperienza del motociclista con la sua moto, del surfer con la sua tavola nel mentre cavalca l'onda. Gli esempi possono essere infiniti.
Tipo del pescatore a mosca o a spinning o di tutte le pesche dove tra esca e braccio c'e' solo canna e filo
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Pino
abito a Milano
quando posso pesco a Riva Trigoso

Offline GuiTTo

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #7 il: Settembre 15, 2018, 20:32:00 pm »
Un po come la mano di un teenager ed un altra parte del suo corpo...

Un tuttuno, un esperienza mistica ed anche olistica...


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Offline Sclarkans

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Re:Metodologia didattica dell'esperienza sit inside
« Risposta #8 il: Settembre 16, 2018, 00:15:46 am »
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