Autore Topic: Kaskazi Breeze  (Letto 2947 volte)

Offline MozzoYak

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Kaskazi Breeze
« il: Settembre 05, 2018, 16:13:38 pm »
Cercavo un kayakkino da passeggio, da usare in maniera minimalissima, pagaia, giubbetto e via.
Cercavo un vetroresina, possibilmente leggero, abbastanza filante da usare con la groenlandese.
Dopo aver tenuto d'occhio qualche sit in usato sui vari siti di vendita, ho deciso di prendere il BREEZE della Kaskazi. Per chi non lo conoscesse, è un kayak di 4,25 m largo  circa 63 cm.  17 kg. Lo sono andato a prendere ieri a Levanto al negozio Kayak Italia, dal buon Mauro Nemo che mi ha fatto un ottimo prezzo, amico anche di Ciglio e dei kaskaziani italiani. A breve ci sarà una produzione tutta italiana a Reggio Emilia.
Oggi l'ho varato.
Inutile dire tutto al primo varo, molte cose le noterò col tempo. Al varo si è troppo entusiasti per notare difetti che ci sono sicuramente ma che magari alla prima uscita non si notano.Comunque ecco le cose che mi hanno colpito...
PESO: è leggerissimo. Caricarlo da soli sulla auto è una passeggiata anche su macchine alte come ad esempio quella della mia compagna, un Qubo della FIAT. Ho parcheggiato a una trentina di metri dal mare e per portarlo all'acqua non ho usato alcun carrellino. Ho messo in spalla. Essendomi portato dietro l'essenziale l'ho portato con pagaia in mano, giubbetto indosso e una sacca con dentro poche cose (telefono, chiavi, bottiglietta d'acqua ecc.) a tracolla. Fosse stato un altro kayak in polietilene impensabile portarlo a mano, con tutto in un solo viaggio dalla macchina all'acqua.
DIREZIONALITA': Ho fatto una decina di km nei canali della foce, quindi non l'ho provato in mare ancora, ma vi assicuro che all'inizio c'era una corrente sostenuta e una tramontana che spingeva di brutto. Quindi ho pagaiato parecchio controvento e controcorrente, ideale per testare subito la direzionalità. Ho affrontato il vento sia da prua che di poppa che di lato. La direzionalità di questo kayakkino è sorprendente. Ve l'assicuro. Ero convinto che avesse bisogno di un timone. Ne ho parlato ieri con Mauro. Lui mi aveva detto di provarlo prima. Non avrei mai pensato che avesse una direzionalità così impressionante. Va veramente dove lo mandi. Sensibilissimo all'inclinazione e alla postura del corpo. L'edging viene benissimo anche senza premicosce e niente (devo solo riprenderci la mano).
VELOCITA': ottima. Non posso essere categorico, solo ripetute prove lo dimostreranno, per oggi la velocità massima toccata con gps alla mano è 5,1 nodi. Come media senza notevole sforzo e impegno 2,7 nodi. Da precisare che ho usato la groenlandese. Sicuramente con una pagaia europea la velocità sarebbe superiore. Proverò le prossime volte.
STABILITA': arrivano le note dolenti  :lol  :lol . Appena a bordo ho pensato: AZZO ora scuffio!! :ee  Dopo un pò ci si abitua, ma quando si viaggia, se ci si ferma la stabilità primaria è molto ridotta. Devo dire di essere abituato al trident, quindi probabilmente è solo questione di abitudine, prima che arrivi il freddo voglio dedicare un'uscita a prove di ribaltamento e risalita, per capire quanto sia davvero rischioso scuffiare. Per scendere e salire sul kayak è necessario mettere entrambi i piedi fuori. In prossimità di un muretto non sono riuscito a scendere senza sentire il kayak sotto ribaltarsi appena si solleva un solo piede. Devo ancora uscirci un pò prima di poter affrettare giudizi. La prima sensazione è di una ridotta stabilità primaria. devo capire riguardo alla secondaria sinceramente.
COMODITA': sul breeze si sta nello stretto. La seduta è fatta come nella maggior parte dei kaskazi ed obbliga a un'unica postura, che poi è quella giusta per pagaiare correttamente. Seduta molto bassa, ginocchia leggermente inclinate (tanto da far stare un pugno chiuso sotto, piedi in tensione sui puntapiedi). La pagaiata viene fuori bene, forse la rotazione del busto è leggermente limitata dalla forma del seggiolino (sui sit in ad esempio si è più liberi). I movimenti a bordo sono limitati. Ripeto, devo dedicare un'uscita alla stabilità, quindi provando anche a sedersi di lato con entrambe le gambe fuori ecc, però devo dire che anche solo girarsi per prendere qualcosa sulla coperta di poppa dà una sensazione di instabilità continua. Arrivare alla prua, qualora si installasse ad es. un gavone per prendere qualcosa, è complicato anche per come è fatta la seduta e lo spazio dove stanno i puntapiedi. Da questo punto sono viziato dal Trident, barca sulla quale riesco anche a pescare in piedi e dove posso strisciare da prua a poppa, arrivando sia al timone che al gavone di prua.  :oioi
Vabbè da questo punto di vista devo abituarmi.
Per quanto riguarda l'acqua che entra, se si procede l'acqua nello spazio tra i puntapiedi va via attraverso gli unici due fori autosvuotanti che lavorano bene. Se ci si ferma e si sta fermi la prua tende ad abbassarsi nell'acqua essendo molto stretta. Questo crea un ristagno di acqua nella zona dei puntapiedi che non va via per niente. Solo procedendo in avanti piano piano la zona si risvuota. La cosa è assurda perchè se si sta fermi ci si formano due dita di acqua. Essendo non poca l'acqua, muovendosi aumenta la sensazione di instabilità.  :oioi Sulla seduta invece non ho avuto eccessivi ristagni di acqua. Bisogna solo stare attenti che non ci vada, perchè altrimenti ad esempio se si esce con mare formato è meglio avere a portata di mano una spugna.
DOTAZIONI: il Breeze nasce come sot ma essendo la versione AR è dotato di una cover che lo trasforma in sit in. Certo non un sit in da eskimo, ma comunque comodo per le uscite quando fa freddo. Il pozzetto  con la cover è enorme, lungo circa 93 cm! Altre dotazioni ahimè non ci sono. Che è uno dei difetti ma anche dei pregi del Breeze. Difetto nel senso che l'unico gavone con tappo che ha è quello poppiero, con tappo molto piccolo, tant'è che non entra nemmeno un carrellino. Anche se il carrellino per queste uscitine non serve, secondo me rimane importante poterlo usare, per quando ci si porta dietro più roba. Bastava mettere (al posto del gavone che ha con tappo a vite) un gavone kayak sport del tipo ovale per consentire il carico di oggetti anche più voluminosi. Il vantaggio di avere un kayak così scarno è in primis la leggerezza e poi che lascia l'opportunità a noi malati di kayak fai da te di divertirsi a intoparlo bene bene  :yh  :lol  :lol  :lol
MODIFICHE: ho in mente qualche piccola modifica. Come ho già detto non è un kayak che dedicherò alla pesca. Per le pesche che mi piace fare (statiche e spinning e traina alla spigola) c'è il trident che non cambierei mai, fosse un kayak più direzionale e veloce. Ma...metterò sicuramente uno o due portacanne dietro alla seduta, un gavone davanti e forse sostituirò quello dietro con uno ovale tipo quello kayak sport. Forse e dico forse solo dopo averlo provato per bene metterò anche un timone da usare solo in condizioni parecchio avverse, ma valuterò se è il caso di modificare questo aspetto o meno.
Insomma come prima conclusione mi piace, amo l'odore della vetroresina che si respira quando si apre il gavoncino posteriore, mi mancava davvero la vetroresina. Questi kaskazi mi danno sensazioni contrastanti. Vedendo anche gli altri modelli... Da un lato la loro spartanità ed essenzialità mi fanno pena, dall'altra mi fanno impazzire  :lol  :lol  :lol  :lol
Per adesso posso dire di essere soddisfatto. Mi ha detto Mauro che ne faranno una versione un pò anglerizzata, io comunque proverò a pescarci. Chissà... sicuramente è un kayak per chi non pesa molto e ha una corporatura piccolo-media. Per gli oversize non mi sentirei di consigliarlo. Per adesso è la versione più abbordabile economicamente della flotta kaskazi.
Vi aggiornerò sulle modifiche. La mozzerizzazione è in corso.  :f
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Offline Sclarkans

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #1 il: Settembre 05, 2018, 17:59:14 pm »
Complimenti mozzo  :idea:

Non ci hai detto però la cosa più importante ...  ;D

Quanto l'hai pagato?  :D
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Offline MozzoYak

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #2 il: Settembre 06, 2018, 07:44:41 am »
Complimenti mozzo  :idea:

Non ci hai detto però la cosa più importante ...  ;D

Quanto l'hai pagato?  :D
Probabilmente perché è la prima mandata e vendita di kaskazi importati e venduti direttamente in Italia mi ha fatto veramente un ottimo prezzo. Di listino sta sui 1200 euro. Me l'ha messo 890. Visti i prezzi dei plasticoni che ci sono in giro mi è sembrato comunque buono.
Ora come ora ha venduti tutti i kaskazi che aveva in negozio a parte un Greenland (sit in). Credo che si farà mandare un secondo container prima che cominci la produzione italiana.
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Offline ambiente2014

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #3 il: Settembre 06, 2018, 07:57:41 am »
Ottimo complimenti, certo che anche i Kaskazi sono molto interessanti, ho visto il sito e malgrado la scritta listino, non son riuscito a vedere i prezzi.

Dici che inizierà una produzione italiana, ricalcando quali kayak ????

In ogni caso di nuovo tanti auguri :idea: :idea:
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Offline Sclarkans

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #4 il: Settembre 06, 2018, 10:56:31 am »
Me l'ha messo 890. Visti i prezzi dei plasticoni che ci sono in giro mi è sembrato comunque buono.

Considerato che è nuovo, è in composito e soprattutto che è un sit on top (che solitamente, purtroppo, viaggiano ancora al doppio del prezzo dei suoi parenti sit inside), direi che è un prezzo interessante.

D'altronde, non è propriamente un sit on top da pesca, né da trekking ... di più non credo si venderebbe facilmente.

A 890 euro, soldi permettendo, lo prenderei anch'io ... giusto come gioiellino playboat sit on top con cui in due minuti stare in acqua a pagaiare. Ha praticamente la versatilità di trasporto di una tavola che, solo per questo, non ha prezzo ... pensi "kayak" e stai già in acqua ... con un kayak, non con una tavola.
Ti rinnovo i miei auguri  :idea:
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Offline MozzoYak

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #5 il: Settembre 06, 2018, 15:40:30 pm »


Dici che inizierà una produzione italiana, ricalcando quali kayak ????

In ogni caso di nuovo tanti auguri :idea: :idea:

Premetto che le informazioni che ho è perché ieri l'altro quando ho preso il kayak ho parlato con Mauro che è l'unico importatore italiano ufficiale.
Allora la produzione italiana comincerà non so bene quando, è un pò che ne sento parlare. Comunque sarà a Reggio Emilia e produrranno proprio i modelli che sono sul sito della Kaskazi sudafricana, ovvero il Marlin e il Dorado da pesca, poi il Katana, lo Skua, il Breeze e credo il Greenland, oltre che probabilmente qualche sit in. Ma credo che la maggior parte della produzione sarà sui sot da pesca.
Nella pratica gli scafi saranno uguali a quelli sudafricani perché vanno che è una meraviglia. Le coperte saranno un pochettino modificate e riadattate un pò al mercato italiano (migliorate). I prezzi non saprei. Per qualsiasi info il sito è questo:
https://kayakitalia.it/menu-blog/blog-articoli/42-kaskazi.html
Il negozio di Mauro si trova a Levanto. Attualmente credo che abbia venduto tutto. Ma probabilmente farà un nuovo ordine, quindi per info sentite lui.


Considerato che è nuovo, è in composito e soprattutto che è un sit on top (che solitamente, purtroppo, viaggiano ancora al doppio del prezzo dei suoi parenti sit inside), direi che è un prezzo interessante.

D'altronde, non è propriamente un sit on top da pesca, né da trekking ... di più non credo si venderebbe facilmente.

A 890 euro, soldi permettendo, lo prenderei anch'io ... giusto come gioiellino playboat sit on top con cui in due minuti stare in acqua a pagaiare. Ha praticamente la versatilità di trasporto di una tavola che, solo per questo, non ha prezzo ... pensi "kayak" e stai già in acqua ... con un kayak, non con una tavola.
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Grazie e...l'ho preso per quello. L'idea è anche di costruirmi un carrellino per la bicicletta per non doverlo portare in auto. Però sono solo idee che potrebbero trovare sfogo nella pausa invernale, quando le uscite diminuiranno.

Ps: è un sot ma diventa sit in...allego foto. Ha una cover che si mette con dei bulloncini. Per le uscite quando fa freddo è il top  :surf:
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Offline milo

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #6 il: Settembre 06, 2018, 22:46:30 pm »
Come dici tu non pensato per la pesca... ma un bell'acquisto... :idea:

Offline Nicola70

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #7 il: Settembre 09, 2018, 10:42:46 am »
Ciao Mozzo, una curiosità ha il timone questo che hai preso tu?
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Offline Nicola70

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #8 il: Settembre 09, 2018, 10:47:45 am »
o meglio ha le predisposizioni per poterlo installare ?
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Offline MozzoYak

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #9 il: Settembre 10, 2018, 16:10:14 pm »
o meglio ha le predisposizioni per poterlo installare ?

Ciao Nicola. Si e no. Ufficialmente la kaskazi ti dice che lo puoi timonare, ma nella versione come il mio non c'è niente per poter mettere il perno del timone. Facendoli a mano, credo che li realizzino loro direttamente. Ha detto Mauro che nel prossimo ordine si farà mandare dei kit timone. In pratica esiste un supporto che tiene il timone che va inserito nella coperta a poppa facendo un foro. Poi la cosa ganza è che il puntapiedi sotto rimane fisso e sopra ha due barrette che si azionano con la punta dei piedi e che direzionano il timone.
Sicuramente ce lo monterò. Se non avrò l'originale mi ingenerò con quelli che si trovano in commercio e un pò di fai da te. Ogni modifica comunque la condividerò. :idea:
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Offline Sclarkans

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #10 il: Settembre 11, 2018, 11:10:49 am »

Ps: è un sot ma diventa sit in...allego foto. Ha una cover che si mette con dei bulloncini. Per le uscite quando fa freddo è il top  :surf:

Sì, avevo notato che avevi accennato a questa opzione di trasformazione in sit inside ed anche che, giustamente, avevi detto  sit in non da eskimo.

Per uscite invernali in acque piatte o lievemente mosse, la cover (carina di per sè) puo offrire la sua utilità ... il comfort di stare meno a contatto con il freddo, con l'acqua ... questo sì.  Ma da utilizzare solo in detto contesto d'uso.
In altri contesti, sono certo ne convieni, eviterei di utilizzarla tassativamente, sia per questioni di sicurezza che di scomodità nella risalita in seguito ad eventuale ribaltamento.

Per me, il kayakkino vale già per quello che è: un sit on top in composito, leggero ... ad un prezzo interessante ... da poter utilizzare a tutte le ore e all'ultimo minuto.
La cover, bellina di suo, personalmente non la utilizzerei neanche in acqua piatta. Ma questa è solo una mia preferenza personale  ;)
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Offline MozzoYak

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #11 il: Settembre 11, 2018, 20:42:06 pm »
Oggi ho provato a fare ribaltamenti e risalite. Dopo una bella pagaiata in mare. Devo dire: risalire è possibile esattamente come si può fare con un sot. Unica cosa scomoda è che la murata è parecchio alta, quindi si fa fatica. Io sono piccoletto e leggero, quindi ce la faccio. Un oversize forse avrebbe più difficoltà. In questo modo risalendo si riempe la seduta di acqua che, non avendo fori autosvuotanti non si svuota. Quindi una spugna a portata di mano può essere comoda.
La risalita più comoda rimane quella alla cowboy, adottando quindi la tecnica dal sea kayak.
A questo punto avrei piacere di leggere un pò di recensioni dai possessori di Dorado, Marlin. Ovvero quelli da pesca. Se hanno fatto prove di scuffia e risalita. Avendo anche i modelli da pesca la murata alta, in caso di risalita alla cowboy le cose si complicano un pò con la presenza dei portacanne ed eventuali milkcrate dietro.
Comunque mi son ricreduto sulla stabilità del kayakkino. Si può stare tranquillamente con le gambe ammollo lateralmente e riesco pure ad arrivare al gavone di poppa aprendolo e riuscendo a prendere quello che serve. Quindi pescarci è assolutamente possibile e non troppo scomodo.
Sicuramente lo pimperò per la pesca cercando comunque di non appesantirlo troppo. In mare rimane un kayak direzionale. Devo dire che oggi era mare forza olio, quindi mi prometto di provarlo bene anche con mare formato.
Scarklans, la cover è solo di protezione dagli schizzi. Il pozzetto è enorme, lungo circa 93 cm. La risalita è semplice e sicura, più sicuro di altri kayak sit in che hanno pozzetti oceanici, ovvero molto stretti. Non direi che è pericoloso, anzi, per paragonarlo a un sit in è più per principianti, per quello non adatto magari ai fanatici di sea kayak. L'eskimo è probabilmente impossibile da fare anche per le dimensioni.
La cover rimane insomma utile per le stagioni fredde. Perché come in tutti i sot ci si bagna inevitabilmente.
Per paragonarlo a un altro kk che ho avuto, ovvero il tempo, posso dire che sicuramente è più leggero, più direzionale. Probabilmente la velocità è simile, ma siamo su un vetroresina e fila meglio che il polietilene. Il tutto è meno bagnato del Tempo. Insomma se dovessi consigliarlo, lo farei. Purtroppo il prezzo credo che sarà più alto. Intorno ai 1180 euro. Il fatto che sarà a breve prodotto in Italia è ottimo secondo me, perché personalizzabile in tutto e per tutto.
Sono stato titubante all'acquisto perché non sapevo niente di questo breeze, spero di aver fatto cosa gradita a recensirlo così nel particolare...per tutti i curiosi verso questi kaskazi. mi piacerebbe leggere altre recensioni di modelli un pò più costosi, da pesca e non... :smitten:
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Offline Sclarkans

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #12 il: Settembre 12, 2018, 00:56:14 am »

Scarklans, la cover è solo di protezione dagli schizzi. Il pozzetto è enorme, lungo circa 93 cm. La risalita è semplice e sicura, più sicuro di altri kayak sit in che hanno pozzetti oceanici, ovvero molto stretti. Non direi che è pericoloso, anzi, per paragonarlo a un sit in è più per principianti, per quello non adatto magari ai fanatici di sea kayak. L'eskimo è probabilmente impossibile da fare anche per le dimensioni.
La cover rimane insomma utile per le stagioni fredde. Perché come in tutti i sot ci si bagna inevitabilmente.

Mozzo, per me sit inside significa kayaking fluviale e seakayaking ... due parole che, parlo per me, significano intrinsecamente eskimo ..
 e questo non per puritanesimo ideologico (che non ne ho minimamente) ma per azione pratica. Entro in kayak con onda, correnti e mare mosso con la serenità e disponibilità a ribaltarmi perché so che, non appena mi ribalto (nell'eventualità l'appoggio non sia stato sufficiente), riprendo l'assetto immediatamente tramite eskimo. Per me questa è comodità, questa è sicurezza.
Alle tecniche di risalita, alla cowboy, tramite paddle float, etc. non ci penso neanche ... è questione di mentalità, oltre che di praticità.

Le tecniche di risalita sono scomodissime in quanto tali: macchinose, scomode, prendono molto più tempo rispetto all'immediatezza gestuale delle tecniche di eskimo e sono anche meno efficaci ... acqua nel pozzetto, spugna, etc ... roba che con l'eskimo te ne esci in alcuni secondi pulito ed efficiente gia in assetto senza fronzoli. Le tecniche di risalita per me sono l'ultima spiaggia ... il sistema che utilizzi solo nell'eventualità in cui tutto sia andato storto ... appoggio, eskimo, un imprevisto, un incidente che ti abbia scaraventato fuori dal pozzetto, etc e dunque sei costretto ad affidarti ad una tecnica di risalita.
Per me questo è fare kayak ... sit inside intendo ...  è eskimo.

Poi che centra ... conosco un istruttore - guida esperto delle valli del ravennate, di Comacchio, etc che è 40 anni che esce in seakayak da quelle parti (ed altri come lui anche in mare ... calmo, poco mosso, etc) che l'eskimo non sa farlo e non gli interessa neanche saperlo ... ma è acqua piatta appunto ... non ti ribalti mai in acqua piatta a meno di non volerti ribaltare apposta, per cui a che gli serve saper fare l'eskimo ... quelle poche volte che si è ribaltato (odia ribaltarsi, proprio come mentalità), usa la tecnica di risalita.

Ma se esci in mare per escursioni o fai acque mosse fluviali ...
non dico bianche ... (parlo di mentalità oltre che di contesto ambientale) non esiste che esci se non hai chiaro in testa che sit inside è eskimo. Non potersi affidare all'eskimo e poter disporre solo di tecniche di risalita in quei contesti significa aprire le porte alla pericolosità e, dunque, alla non-sicurezza.

Spero di essere riuscito a spiegare perché la cover nel tuo kayak non la metterei mai. Perché per me sit inside è eskimo ... metto la cover per non poter cmq fare l'eskimo e dover utilizzare una tecnica di risalita? Tanto vale lo lascio sit on top e ... il freddo tranquillo ...ho  la tuta in quadrilaminato con dentro lana a volontà negli arti inferiori ... non mi serve proprio la cover ... mi sarebbe solo di ulteriore impiccio  ;)
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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #13 il: Settembre 12, 2018, 13:10:25 pm »
In conclusione, il Breeze che hai preso, e al prezzo che lo hai preso, mi piace ... e mi piace molto ... come sit on top ... come alternativa di qualità a quella fascia di sit on top economici in PE da 500 euro del tipo RK-500-1, Vulcano 425, etc.

Aver speso poco meno del doppio (solo 400 euro in più) ed avere sotto mano un sit on top in composito, infinitamente più bello, 6-8 kg più leggero li stra-vale tutti ... un bel gioiellino.
Goditelo ... ma non parlare di sit inside ...  ;D
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Offline MozzoYak

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #14 il: Settembre 12, 2018, 14:20:43 pm »
Skarklans sono d'accordo sul fatto che spesso l'eskimo è la via unica per affrontare mare agitato e acque bianche, però come in tutte le cose dipende da uno cosa vuol fare (come hai detto tu).
Sit inside di per sè è un kayak chiuso, con pozzetto in cui ci si infila dentro. IN questa grande categoria poi ci sono dentro altre sottocategorie, ovvero i Greenland che ad esempio si prestano più ad esempio all'eskimo perché hanno dimensioni simili agli skin on frame, con pozzetti oceanici, coperta molto bassa sul livello dell'acqua e molto stretti e lunghi, poi ci sono i sit in fatti piucchealtro per il trekking con i quali si fa l'eskimo tranquillamente, ma sono meno indicati per via delle dimensioni del pozzetto ecc.
Poi ci sono i sit in da uso turistico coi quali si indicano quelli parecchio larghi e stabili con pozzetti molto ampi per facilitare la risalita ecc. (che sono come il Breeze quando ha la copertura, secondo me). Per quello avevo detto "sia sot che sit in".
Cioè voglio dire che non tutti i sit in son fatti per fare eskimo ecc. quindi la definizione di sit in è un pò più larga e libera, no?
Detto questo a me delle definizioni non mi è mai fregato granchè. Chiamatelo come vi pare, questo Breeze. Sicuro sono d'accordo che è primariamente un sot a cui hanno aggiunto la copertina  [sbel] [sbel], infatti l'ho scelto proprio perché il sot per l'uso che ne devo fare è più comodo. Proverò la cover quando sarà più freddo e vi saprò dire se è utile o meno.
Comunque le versioni AR dei Kaskazi hanno questa cover. QUindi anche altri modelli hanno la copertura per i periodi freddi  :idea:
Detto questo purtroppo credo che sul mercato il prezzo sia un pò più altino. Sui 1180 euro. Tutto da verificare però.
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Offline Sclarkans

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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #15 il: Settembre 12, 2018, 16:04:06 pm »
Sit inside di per sè è un kayak chiuso, con pozzetto in cui ci si infila dentro. IN questa grande categoria poi ci sono dentro altre sottocategorie, ovvero i Greenland che ad esempio si prestano più ad esempio all'eskimo perché hanno dimensioni simili agli skin on frame, con pozzetti oceanici, coperta molto bassa sul livello dell'acqua e molto stretti e lunghi, poi ci sono i sit in fatti piucchealtro per il trekking con i quali si fa l'eskimo tranquillamente, ma sono meno indicati per via delle dimensioni del pozzetto ecc.
Poi ci sono i sit in da uso turistico coi quali si indicano quelli parecchio larghi e stabili con pozzetti molto ampi per facilitare la risalita ecc. (che sono come il Breeze quando ha la copertura, secondo me). Per quello avevo detto "sia sot che sit in".
Cioè voglio dire che non tutti i sit in son fatti per fare eskimo ecc. quindi la definizione di sit in è un pò più larga e libera, no?

Ciao mozzo  :)
d'accordo ... ma infatti ho espresso quello che è il mio approccio e visione di sit inside come mentalità ... mia e del 90% dei sit inside kayakers, fluviali e da mare ... che difficilmente opterebbero per dei sit inside non particolarmente adatti ad eseguire manovre di eskimo. Chiamiamoli puristi, specialisti, fanatici ... chiamiamoli come vogliamo ... ma sono questi i kayakers ... e, chissà perché, hanno tutti all'incirca questa stessa visione. Io credo ce l'abbiano perché è lo stare in acqua vestendo un sit inside a suggerirglielo, piuttosto che un'ideologia snob astratta che fanno propria.

Poi, ci sta una buona percentuale di gente che esce con un sit inside (che a mio avviso farebbe meglio ad uscire con un sit on top ... più comodo e versatile ...a sto punto) che usa il sit inside con mentalità da sit on top e con preparazione non tipicamente da sit inside ... quindi optano per maggiore stabilità primaria ... escono generalmente in acqua piatta .... . Chiariamo, l'ho sempre detto ... non è che per essere un kayaker è sufficiente uscire con un sit inside ... se approcci il sit inside sperando di non ribaltarti o puntando sul fatto che, appena ti ribalti, ti rimetti su con tecnica di risalita ... o non sei un kayaker o sei ancora un kayaker principiante, agli inizi.

Io un sit inside non particolarmente adatto a farci l'eskimo non lo userei mai ... la vedo una contraddizione in termini.
Se devo puntare alla tecnica di risalita, preferisco mille volte un sit on top.
Un sit inside non adatto all'eskimo, preferisco mille volte un sit on top.

Al sit on top preferisco mille volte un sit inside solo perché questo mi permette l'eskimo e mi evita la rottura di c.oglioni di risalirci, svuotare, etc.

Cioè è la manovra dell'eskimo (e relativo sit inside adatto) ciò che rende un sit inside una barca superiore in tutto, in termini di sicurezza, rispetto ad un sit on top.
Ma poi ... è questione di una diversa esperienza dell'acqua e in acqua ... non stai su un kayak ... sei il kayak ... dal bacino in giù ti senti una sirena ... che scivola, si rotola in acqua ... un tutt'uno ... è questo ciò che senza eskimo non si può mai capire. Guarda caso, tutti coloro che pensano l'eskimo come ad un qualcosa di terribile, di insicuro ... da evitare ... e optano per dei sit inside kiattoni o per il mondo dei sit on top è al 99% tutta gente che l'eskimo non sa cosa sia ... non lo conoscono, però si prendono la briga di parlare di ciò che non conoscono e di parlarne male, sia dell'eskimo, sia dei sit inside ... "sarcofaghi", etc etc. (non è il tuo caso).
Ma mi facciano il piacere ...  ;D



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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #16 il: Settembre 12, 2018, 17:03:26 pm »

Sit inside di per sè è un kayak chiuso, con pozzetto in cui ci si infila dentro. IN questa grande categoria poi ci sono dentro altre sottocategorie, ovvero i Greenland [...] poi ci sono i sit in fatti piucchealtro per il trekking [...] Poi ci sono i sit in da uso turistico [...]
Cioè voglio dire che non tutti i sit in son fatti per fare eskimo ecc. quindi la definizione di sit in è un pò più larga e libera, no?
Detto questo a me delle definizioni non mi è mai fregato granchè.

In senso letterale, sì ... è come dici: "Sit inside è un kayak chiuso in cui ci si infila dentro".
Nella pratica, cioè al livello di esperienza e percezione della realtà, no. Sit inside è un'esperienza di unità, di sinergia e di tutt'uno con l'elemento acqua, di cui l'eskimo è parte integrante, intrinseca, fondante.
Cioè sit inside (così come qualsiasi strumento) non è solo un oggetto: è un universo di significato, la cui identità precisa la si percepisce durante l'azione funzionale.
Quindi, sono d'accordo con te ... sit inside non è una definizione, una categoria con le varie sottocategorie: è un'esperienza di realtà.

Adesso basta ... che ho dirottato il tuo topic, da dedicare al tuo gioiellino, troppo OT  ;D
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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #17 il: Settembre 13, 2018, 09:25:51 am »
Sono d'accordo Skarcklans. Anche se siamo fuori topic e abbiamo sicuramente dirottato la discussione ci tengo a precisare che non a caso questo tipo di imbarcazione "kayak" l'hanno concepita gli inuit e tutte le popolazione del nord con le sue variazioni e derivazioni, in ogni caso erano "barche" con cui loro cacciavano e pescavano. Nel vedere i chiattoni da pesca di oggi (sot) con pedali e poltroncina, gli antenati inuit si metterebbero le mani nei capelli  [sbel] [sbel]
In ogni caso imparavano fin da bambini ad essere tutt'uno con il kayak, anche perché quando cacciavano arpionavano le foche e i grandi mammiferi acquatici, quindi venivano letteralmente trascinati in acqua e rimanevano comunque dentro al kayak. IMparare le tecniche di eskimo ecc. era sopravvivenza pura. Ci sono oggi manifestazioni in Groenlandia in cui danno prova di tutte le manovre di eskimo, in tutte le varianti, compresa appunto quella di riuscire a rigirarsi mentre vengono trainati da riva da una cima (che simula quando arpionavano un grosso mammifero e venivano appunto trascinati in acqua), è soprendente come riescano a girarsi rendendo veramente chiaro cosa voglia dire essere un tutt'uno con la propria imbarcazione.
Così allo stesso tempo conosco un signore qui delle mie zone, ora fissato con il surfski, ma qualche anno fa con dei Greenland usciva anche con onde alte due metri e si rotolava in acqua come fosse un inuit. Ho provato a chiedere se mi dava lezioni, ma purtroppo è uno spirito libero e non mi ha considerato  :mah:
In ogni caso per adesso io  me lo sogno. Per diventare un kayaker così ci vogliono le palle, avere sangue freddo e una padronanza dell'eskimo che richiede impegno, disciplina e probabilmente una dote naturale o una costanza che si fa nostra da bambini (come facevano gli inuit). Insomma personalmente mi ritengo un pagaiatore della domenica, per quello scelgo il Breeze, comunque un kayakkino minimale e divertente per tutti.  :idea:
Detto questo, ora torniamo in topic  :OO:
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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #18 il: Settembre 13, 2018, 10:16:48 am »
Sono d'accordo Skarcklans. Anche se siamo fuori topic e abbiamo sicuramente dirottato la discussione ci tengo a precisare che non a caso questo tipo di imbarcazione "kayak" l'hanno concepita gli inuit e tutte le popolazione del nord con le sue variazioni e derivazioni, in ogni caso erano "barche" con cui loro cacciavano e pescavano. Nel vedere i chiattoni da pesca di oggi (sot) con pedali e poltroncina, gli antenati inuit si metterebbero le mani nei capelli  [sbel] [sbel]

Perfetto ... infatti i "chiattoni da pesca di oggi (sot) con pedali e poltroncina", al di là di come vengano definiti da produttori e venditori, non sono kayak ... sono diciamo delle "ecoboat" da vivere in quanto tali ... come un qualsiasi altro tipo di esperienza di realtà: con una tavola da surf hai un certo tipo di esperienza di realtà del mare, con un windsurf un'altra, con un kite un'altra ancora, con una deriva a vela un'altra ancora, con un seakayak un'altra ancora, con un sit on top filante un'altra, con una ecoboat un'altra ancora, etc.
Ciascuno strumento ritaglia la realtà e la circoscrive entro una delimitazione specifica di esperienza ... che è quella e non può essere un'altra. Ecco perché vanno bene tutte, anche le ecoboat ... perché ciò che ti da una ecoboat ... una tavola, una deriva o un seakayak non possono darlo e viceversa.
È una questione di diversità ... ciascuno strumento è una predisposizione e delimitazione ad una specifica identità di esperienza.

La follia è infilarsi in un seakayak e pensare di essere in una ecoboat e viceversa ... stare sopra una ecoboat e credere di essere in un kayak ... questo non solo gli Inuit si metterebbero le mani ai capelli ma chiunque abbia un minimo di consapevolezza e raziocinio. Spesso però ... questa follia accade ...  ;D
E sarebbe meglio non accadesse ... proprio per la tutela dell'incolumita' del folle.
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Re:Kaskazi Breeze
« Risposta #19 il: Settembre 13, 2018, 10:47:50 am »
gli inuit [...] imparavano fin da bambini ad essere tutt'uno con il kayak, anche perché quando cacciavano arpionavano le foche e i grandi mammiferi acquatici, quindi venivano letteralmente trascinati in acqua e rimanevano comunque dentro al kayak. IMparare le tecniche di eskimo ecc. era sopravvivenza pura. Ci sono oggi manifestazioni in Groenlandia in cui danno prova di tutte le manovre di eskimo, in tutte le varianti, compresa appunto quella di riuscire a rigirarsi mentre vengono trainati da riva da una cima (che simula quando arpionavano un grosso mammifero e venivano appunto trascinati in acqua), è soprendente come riescano a girarsi rendendo veramente chiaro cosa voglia dire essere un tutt'uno con la propria imbarcazione.
Così allo stesso tempo conosco un signore qui delle mie zone, ora fissato con il surfski, ma qualche anno fa con dei Greenland usciva anche con onde alte due metri e si rotolava in acqua come fosse un inuit. Ho provato a chiedere se mi dava lezioni, ma purtroppo è uno spirito libero e non mi ha considerato  :mah:
In ogni caso per adesso io  me lo sogno. Per diventare un kayaker così ci vogliono le palle, avere sangue freddo e una padronanza dell'eskimo che richiede impegno, disciplina e probabilmente una dote naturale o una costanza che si fa nostra da bambini (come facevano gli inuit).

Siamo d'accordo ... aggiungo che da quelle parti c'erano anche altri che utilizzavano anche degli altri tipi di "barche" molto più larghe e lunghe con le quali, intelligentemente, non ci facevano nessuna manovra di eskimo ... cioè non esistevano solo i kayak ...

Tornando al kayak, all'eskimo e agli inuit ... ovvio, un'attività che fai fin da bambino ti fa acquisire una padronanza, una familiarità ed una naturalezza sorprendente.

Però qui non si parla di raggiungere un livello da fenomeno del kayak ... si parla di avere un livello di padronanza e familiarità con tre-quattro modalità di eskimo tale da permettere di vivere l'esperienza sit inside nella sua completezza, in sicurezza, autonomia e piacevolezza in ogni condizione meteo marina alla portata di un seakayak.

E si può fare ... tranquillamente, anche a 40 anni.
Il sottoscritto ne è un esempio ... ma lo sono anche tanti altri, non ultimo, il sig. Ciambotta  ;)
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