Autore Topic: Derive laterali (leeboards) per kayak a vela. Come procurarsele o costruirle?  (Letto 7739 volte)

Offline Sclarkans

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Ciao a tutti ;),
c'è qualcuno che sa come procurarsi un paio di derive (leeboards), dove acquistarle in Italia o a chi rivolgersi per farsele costruire?
Grazie
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Offline idolo

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Re:Derive laterali (leeboards) per kayak a vela. Come procurarsele o costruirle?
« Risposta #1 il: Settembre 27, 2012, 16:51:36 pm »
Il difficile non sono le derive, ma realizzare degli attacchi che siano funzionali, non ingombranti e leggeri...   poi le lame si fanno facilmente...
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Offline Sclarkans

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Re:Derive laterali (leeboards) per kayak a vela. Come procurarsele o costruirle?
« Risposta #2 il: Settembre 27, 2012, 17:40:05 pm »
Grazie idolo per la veloce risposta. Sul mio balenottero ho già, installata, una traversa orizzontale a centro barca: un tubo tondo di acciaio inox 316 di 2.5 cm di diametro e 1.2 mm di spessore.

due derive laterali con un foro nella loro parte superiore in cui possa essere inserito un tubo tondo da 2.2 cm di diametro dovrebbe fare la funzione. Il tutto con un pomello che regoli e stringa il tutto ogni volta che uno cambia la "rotazione", cioè la posizione della deriva. Il tubo da 2.2 andrebbe inserito dentro la traversa da 2.5 e fissato con un perno estraibile. L'idea è semplice. C'è in commercio in Italia qualcosa di simile (magari di altre canoe a vela) o bisogna costruire tutto?
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Offline idolo

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Re:Derive laterali (leeboards) per kayak a vela. Come procurarsele o costruirle?
« Risposta #3 il: Settembre 27, 2012, 18:22:32 pm »
che io sappia di già costruito da comprare non ce n'è in commercio.  Ci sono i sail kit completi, ma a costi assurdi.
Per me conviene provare a farsela da soli, magari prima un prototipo a bassissimo costo, giusto per vedere il funzionamento, e poi passare ad una costruzione più dettagliata.
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Offline boxer

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le derive laterali ( o comunque qualsiasi deriva sommersa) che dovranno contrapporsi alla forza di sbandamento che creeranno le vele, dovranno essere realizzate di una superficie in cmq ben prestabilita in funzione della barca/scafo e sopratutto in funzione della capacità della vela di raccogliere vento e tramutarla in forza.

mariobios

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Allora,se può servire,la mia esperienza su canoa:seguire attentamente l'ottimo Topic di Boxer
http://www.pescainkayak.com/smf_forum/index.php?topic=4690.msg90008;topicseen#new
col quale capire dove è meglio posizionare l'albero e le derive.
Se il Kayak è rigido,sufficiente una tavoletta trasversale di compensato marino(8/10mm)che appoggi sullo scafo,lunghezza = che sfiori l'esterno dello scafo(mi raccomando:in asse),larghezza bastano 15 cm.,foro del diametro del futuro albero in mezzo(per l'albero:non avete idea di quanto sia robusto e leggero un bamboo di 3 cm.di diametro=brico di giardinaggio).Su questa vanno incollate con epox e invitate 2 "guance" rettangolari (alle estremità)in legno massello(cm 3X15X5,falegname sotto casa)che serviranno per sostenere le 2 derive,anch'esse ricavate da compensato marino,8mm.Le derive hanno un foro ove inserire un perno che consenta di ruotare,aderenti alle "guance".Perni:non inorridite,ma vanno benissimo quelli in ottone cromato che fissano la tavoletta di un water,con relativi dadi a farfalla,da stringere fra rondelle di camera d'aria.Sul pozzetto  dello scafo bisogna resinare  un "bicchiere"(costruibile con diversi ritagli di compensato marino+sega a tazza)che accolga la base dell'albero.
La tavoletta trasversale si fissa allo scafo semplicemente con cimette che diano volta a due galloccie fissate all'interno dei fianchi del kayak(questo attacco"elastico"è stato usato per secoli dai Polinesiani).Con questo albero "passante" sono inutili le sartie,e se la drizza della randa viene data volta ad una galloccia sulla tavoletta trasversale,non si perde niente anche in caso di ribaltamento.Ottima la vela "al terzo" consigliata da Boxer:pratica,efficiente e a baricentro basso.Richiede un picco ed un boma semplicemente ancora di bamboo.Ritagli di compensato marino presso qualsiasi brico fornito,costo pochi Euro.La vela o ve la tagliate e cucite voi(Programma "Sail cut")o ve la fate fare da un velaio (costa un tot)o la trovate usata(è quella delle vecchie Alpa Skip/Tris,ma bisogna tagliarla e cucirla perchè troppo grande.Timone:se il kayak ne è già dotato,meglio,altrimenti niente paura:la pagaia tenuta adesa allo scafo col gomito o con una cimetta  farà il suo mestiere(Sempre grazie ai Polinesiani).Se poi ci prendete gusto e volete perfezionare il tutto,si possono regolare le derive con cime... )))

Offline boxer

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Se il Kayak è rigido,sufficiente una tavoletta trasversale di compensato marino(8/10mm)che appoggi sullo scafo,lunghezza = che sfiori l'esterno dello scafo(mi raccomando:in asse),larghezza bastano 15 cm.,foro del diametro del futuro albero in mezzo(per l'albero:non avete idea di quanto sia robusto e leggero un bamboo di 3 cm.di diametro=brico di giardinaggio).Su questa vanno incollate con epox e invitate 2 "guance" rettangolari (alle estremità)in legno massello(cm 3X15X5,falegname sotto casa)che serviranno per sostenere le 2 derive,anch'esse ricavate da compensato marino,8mm.Le derive hanno un foro ove inserire un perno che consenta di ruotare,aderenti alle "guance".Perni:non inorridite,ma vanno benissimo quelli in ottone cromato che fissano la tavoletta di un water,con relativi dadi a farfalla,da stringere fra rondelle di camera d'aria.Sul pozzetto  dello scafo bisogna resinare  un "bicchiere"(costruibile con diversi ritagli di compensato marino+sega a tazza)che accolga la base dell'albero.
La tavoletta trasversale si fissa allo scafo semplicemente con cimette che diano volta a due galloccie fissate all'interno dei fianchi del kayak(questo attacco"elastico"è stato usato per secoli dai Polinesiani).Con questo albero "passante" sono inutili le sartie,e se la drizza della randa viene data volta ad una galloccia sulla tavoletta trasversale,non si perde niente anche in caso di ribaltamento.Ottima la vela "al terzo" consigliata da Boxer:pratica,efficiente e a baricentro basso.Richiede un picco ed un boma semplicemente ancora di bamboo.Ritagli di compensato marino presso qualsiasi brico fornito,costo pochi Euro.La vela o ve la tagliate e cucite voi(Programma "Sail cut")o ve la fate fare da un velaio (costa un tot)o la trovate usata(è quella delle vecchie Alpa Skip/Tris,ma bisogna tagliarla e cucirla perchè troppo grande.Timone:se il kayak ne è già dotato,meglio,altrimenti niente paura:la pagaia tenuta adesa allo scafo col gomito o con una cimetta  farà il suo mestiere(Sempre grazie ai Polinesiani).Se poi ci prendete gusto e volete perfezionare il tutto,si possono regolare le derive con cime... )))

 [///] [///] [///] :surf:

mariobios

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P.S.,Dimenticavo:per qualsiasi incollaggio su legno(con colla marina bianca o rossa o epossidica)FONDAMENTALE per un ottimo incollaggio(=in caso di sollecitazione,urti,traumi vari i 2 pezzi uniti NON si scolleranno MAI ma eventualmente si romperanno da altre parti)è irruvidire con carta vetrata grossa o spazzola metallica di ottone le 2 superfici,(una volta si usava un pialletto dentato,oggi scomparso)e successivamente sgrassare con straccio imbevuto di Acetone.(serve per eliminare,oltre la polvere,anche la resina delle essenze resinose (Abete,Pino,Larice...)o la leggera "untuosità" delle essenze tropicali(Mogano,Teak,Iroko,Ramino...).Infine,per quanto riguarda il Compensato marino,per superfici non soggette a curvature,consiglio caldamente quello di Pino.Pesa un un pò di più dell'Okoumè(Mogano),ma costa un terzo ed è-a parità di spessore-molto più "duro".Può risultare esteticamente più grezzo(presenza di nodi)ma basta verniciarlo(una volta resinato con pennello ed epox)di smalto,ottimo quello all'acqua...
Ciao,
Mario.

Offline Sclarkans

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Scusate se rispondo solo adesso :-[, ma mi ero proprio scordato che qualche anno luce fa, avevo aperto questa discussione (settembre del 2012). Vedo che a marzo di quest'anno, sia mariobios che boxer hanno risposto offrendo i loro preziosi contributi sull'argomento. Mi dispiace ragazzi di non avervi potuto ringraziare ma ... si vede che in quel periodo ero occupato in altro o non ho frequentato il forum o comunque mi sono proprio dimenticato di questo topic. Vi rispondo adesso  )))

Bene, faccio un piccolo aggiornamento.
Praticamente, a ottobre 2012 risolsi subito il discorso leeboards, utilizzando la traversa che avevo già per gli stabilizzatori e sfruttandola come punto di attacco per le leeboards. Conoscevo già i vari aspetti relativi al discorso leeboards, centro velico, centro di deriva, etc. etc, chiedevo solo se qualcuno sapeva di leeboards già fatte disponibili in Italia magari a buon mercato o qualcosa di pronto ma solo da modificare. E così, all'incirca, è stato: in una sorta di mondezzaio di un cantiere, trovai subito un paio di derive da windsurf  o non so di cos'altro (effettivamente, erano più lunghe di una comune deriva da windsurf) e praticamente le installai, con movimento a scomparsa, alla traversa (sul modello delle easyrider, kayaksailor, klepper, etc.): niente legno, incollaggi, resina, legacci o gallocce varie, nè manodopera particolare ... solo qualche lieve modifica.
Per il mio uso, funzionano a meraviglia: le abbasso con vento moderato, di bolina e al traverso, quando ho in funzione entrambe le vele; con ventì più leggeri, erano già più che sufficienti le mie pinne turbo della Hobie  ;)

Con questo aggiornamento, non consideriamo il topic chiuso. Anzi, manteniamolo aperto come opportunità per altri che hanno voglia di contribuire proponendo le loro idee su come modificare o intendono modificare ed installare delle leeboards sui loro kayak  ;)
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Offline Sclarkans

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Re:Derive laterali (leeboards) per kayak a vela. Come procurarsele o costruirle?
« Risposta #9 il: Gennaio 10, 2017, 08:43:55 am »
http://velaeola.com/categoría-producto/orza-eola/

Delle leeboards  già  fatte, spagnole  e dunque facilmente  reperibili, indicate, tempo fa, da venenum.
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