Autore Topic: Varo sul lago di Bolsena con catture  (Letto 8363 volte)

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Re: Varo sul lago di Bolsena con catture
« Risposta #20 il: Ottobre 15, 2009, 13:22:47 pm »
Siiii, è talmente furbo che viene chiamato anche boccalone!!! Ed è tutto detto!!!  ;D ;D ;D ;D
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Re: Varo sul lago di Bolsena con catture
« Risposta #21 il: Ottobre 15, 2009, 13:39:36 pm »
.. boccalone ma non beccaccione. Da Largemouth Bass letteralmente tradotto:  persico  bocca larga ... quindi boccalone.

A servizio dei forumisti interessati parte di un documento presentato alle autorità della mia provincia per richierdere una  maggiore protezione di questo predatore.

Il Persico Trota.
Il Persico Trota, Micropterus Salmoides, appartiene all’ordine dei Perciformes (Perciformi) - Famiglia Centrarchidae (Centrarchidi) - Classif. Lacepède, 1802.
E’ originario del Nord America, paese in cui è tenuto in altissima considerazione, visto l’enorme interesse sia sportivo che agonistico. E’ presente in Italia dalla fine del 1800 ed è diffuso in ogni regione italiana nelle acque del piano fino ad un’altezza di 700 metri; sopporta acque leggermente salmastre e predilige gli ambienti ricchi di vegetazione con acque limpide. In Italia raramente raggiunge i 50-60 cm di lunghezza ed un peso di 2,5 Kg. ed è attivo dalla primavera all’autunno inoltrato.
Essendo stato introdotto sia per la pesca sportiva che per la funzione equilibratrice svolta sull’ittiofauna, è generalmente considerato una specie alloctona naturalizzata e non dannosa per l’ecosistema. La sua alimentazione allo stadio giovanile è costituita da zooplancton, mentre da adulto si nutre d’invertebrati, pesci, insetti, crostacei ed anfibi e per il suo ruolo di predatore svolge un’importante azione equilibratrice sui piccoli ciprinidi. La maturità sessuale è raggiunta a circa due anni per i maschi ed a tre anni per le femmine e la riproduzione avviene tra maggio e giugno, quando la temperatura dell’acqua raggiunge i 16-20 C°. In queste condizioni la femmina depone le uova su fondali sabbiosi o melmosi ad una profondità tra i 40 ed i 130 centimetri e dopo la schiusa, il maschio continua le cure parentali per circa tre settimane, tempo in cui gli avannotti continuano a frequentare il nido.(1)(2)
In questo periodo, esso oppone una strategia di difesa della prole che comprende d’allontanare dal nido gli altri predatori con evoluti stratagemmi o se necessario con energici colpi di muso o di nascondere i piccoli all’interno della sua bocca. (3)
E’ interessante conoscere il risultato di recenti studi sul modo di catturare la preda da parte del Persico Trota; essa è ingerita nelle sue fauci grazie ad un atto di suzione, generato dal rapido movimento dei muscoli della mandibola, completato in meno di 30 millesimi di secondo. La velocità di quest’azione produce una pressione negativa dell’acqua, tale da risucchiare la preda. L’abbassamento della temperatura dell’acqua, condiziona però quest’azione, fino a rallentarla notevolmente.(4)
Fonti:
(1) Università degli Studi di Perugia Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia.
(2) La distribuzione dell’ittiofauna dulciacquicola in Sardegna. "Rivista d’Idrobiologia".
(3) Osservazioni dirette delle aree di frega sul lago di Cingoli. - F. Staffolani - A. Gianfelici.
(4) Tradotto da: In Fisherman. Rivista di pesca sportiva. U.S.A. / Canada.

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Re: Varo sul lago di Bolsena con catture
« Risposta #22 il: Ottobre 16, 2009, 01:15:52 am »
Grazie fast60, ottime informazioni!
Per me resta comunque boccalone nel senso che abbocca a qualunque esca. Sarà che forse ho una certa predisposizione alla cattura di questo pesce, fatto sta che non ho mai avuto problema a catturarlo...  ;)
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Re: Varo sul lago di Bolsena con catture
« Risposta #23 il: Ottobre 16, 2009, 07:49:15 am »
Ciao Dj, confermo quanto tu dici riguardo alle esche :idea: ma questo fatto è vero sopratutto per esemplari di taglia piccola e media (fino a circa 1 kg.). I bass o meglio i BIG BASS come vengono chiamati dagli specialisti di questa pesca sono molto selettivi e solo occasionalmente ed in particolari condizioni meteo o stagionali diventano aggressivi nei confronti di ciò che invade la loro tana o zona di caccia (strike zone). Quando sono a difesa del nido, ad esempio, aggrediscono per allontanare un eventuale minaccia dalla loro prole; pensa che a volte si pongono di fronte alla barca in atteggiamento minaccioso e se si arretra con il motore elettrico il centrarchide continua a "spingerti" via puntandoti col muso per diversi metri. In questo momento così importante della loro vita possono essere allamati spesso sulla punta del muso o ai lati della mandibola ma sempre esternamante alla bocca proprio perchè colpiscono senza ingerire ma solo per scacciare. Il maschio che provvede da solo ai piccoli dopo la schiusa, infatti, non si alimenta fino a che la prole non si allontana spontaneamente dal nido e se i piccoli non si allontanano nei tempi giusti, possono diventare preda del padre quando esso riprende ad alimentarsi. Per questi e per tanti altri motivi, credo che il bass sia il predatore più evoluto d' acqua dolce. Gli altri ad esempio non svolgono cure parentali così complesse ed in fondo i loro comportamenti e quindi la loro cattura risultano molto più semplici anche nel caso della tanto blasonata trota.

 

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